Flow: cos’è l’esperienza di flusso e come ci si entra

Hai mai provato un’esperienza di flusso (flow), ovvero di profondo coinvolgimento in una situazione, accompagnata da intensa concentrazione?

Se lavorando, ti è capitato di 

  • perdere il senso del tempo;
  • avere la percezione di avere il pieno controllo su te stesso;
  • essere talmente assorbito dall’attività che tutto sembra venire bene;
  • provare estrema soddisfazione fine a se stessa;

allora probabilmente l’hai sperimentato!

 

Flow: l’esperienza di flusso

Ma cos’è esattamente il flow? Daniel Goleman la descrive così:

 

“Il flusso è una motivazione completamente focalizzata. È un’immersione in un singolo task e rappresenta forse il momento in cui le emozioni sono al massimo servizio di esecuzione e apprendimento. Nel flusso, le emozioni non sono solo contenute e canalizzate, ma sono energizzanti e allineate con il compito. Il segno distintivo del flusso è un sentimento di gioia spontanea, anche rapimento, mentre si svolge un compito”.


Quando si è nel flow, l’attenzione è particolarmente focalizzata nello svolgimento del compito, piuttosto che sui possibili risultati. Durante l’esperienza, l
a motivazione rimane salda per effetto del piacere provato nel controllo e nella realizzazione del compito. Veniamo travolti dalla “corrente” e siamo infinitamente più produttivi, motivati, efficienti e… felici! Sì, felici perché siamo occupati in un compito che ha assunto un senso profondo e ci dà soddisfazione. Ed è qui, che si crea la giusta situazione che porta a far emergere raffinate strategie e a sviluppare le nostre capacità. 

 

 


Quando si vivono le esperienze di flusso?

Entrare in un flow, non è poi così complicato. Ma è necessario creare la giusta situazione. Infatti, l’esperienza di flusso avviene quando percepiamo di avere un alto grado di abilità e ci sentiamo di affrontare compiti adeguatamente impegnativi. In modo che le nostre capacità possano essere messe alla prova.

Attenzione però. La percezione di abilità e di livello di difficoltà del compito sono elementi altamente soggettivi, e possono non trovare riscontro nella realtà. Infatti: 

  • la percezione della propria abilità dipende dal sostegno sociale o dalle esperienze precedenti;
  • la percezione della difficoltà del compito è strettamente legata al confronto con gli altri (per cui se tutti falliscono, il compito è percepito come difficile).

Cosa succede nel cervello?

Nel momento in cui entriamo nel flow, abbiamo una piena sensazione di coinvolgimento. Questo, attiva un rilascio di dopamina, un neurotrasmettitore che produce una sensazione di piacere e di gratificazione. Si ha quindi un feedback profondo e interno, positivo, che ci incita a continuare nello sforzo.

 

 

È anche possibile creare il contesto adatto ad entrare nel flow. Addirittura, alcuni lo fanno tanto spesso, sviluppano una “personalità di flusso”: se per esempio devono svolgere attività di routine, cercano di renderle più interessanti ed impegnative.

 

Come entrare nel flow

Come fare quindi per farsi coinvolgere nel flusso di lavoro? Di seguito una “to do” list per aiutarti a farlo:

  • Scegli un’attività (in modo da attivare la tua motivazione!);
  • Fai in modo che sia sfidante: deve essere stimolante per le tue capacità, non troppo facile, né troppo difficile;
  • Elimina le distrazioni: un solo compito alla volta (no multitasking!);
  • Chiarisciti l’obiettivo: questo consente di concentrarti, avere più controllo, capire ciò che ti sta accadendo e rispondere in modo adeguato agli stimoli.

 

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E poi, concentrati: ci vogliono almeno 10/20 minuti per entrare nel flusso… E, attenzione a non incrociare i flussi! 

 

 

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