Team interculturali: un supporto all’innovazione

team interculturali

Perché i team interculturali supportano l’innovazione? Per rispondere a questa domanda, dobbiamo partire dal concetto secondo cui ogni persona conosce il proprio linguaggio, che può essere solo in parte simile al linguaggio di altri.

Fin da bambini, per conoscere il mondo, diamo un nome a ciò che vediamo, a ciò che sentiamo, a ciò che proviamo. E ne costruiamo un posto nel nostro pensiero. Il nostro cervello impara a percepire e a ragionare sulla base delle parole disponibili e della lingua che parliamo. Al punto che, secondo Feuerstein e Vygotskij, l’ampiezza del nostro pensiero è legata alla quantità di parole con cui possiamo nominare idee e concetti.

Ogni specifico linguaggio plasma specifiche capacità del cervello, comuni nelle persone che lo condividono.

Linguaggi diversi: un esempio particolare

Il popolo dei Kuuk Thaayorre, aborigeni australiani, usa costantemente direzioni cardinali assolute (nord, sud, est, ovest), al posto di quelle relative (avanti, dietro, destra, sinistra…). Più usuali nella maggior parte delle lingue. Per questo, hanno un senso dell’orientamento molto sviluppato, tanto da sapere sempre l’esatta direzione del loro viso.

team interculturali

Il loro cervello ha sviluppato una sorta di bussola interna che anche altre culture potrebbero potenzialmente avere, ma non viene sviluppata dalla loro lingua. Per questo, secondo Boroditsky, autrice dello studio sui Kuuk Thaayorre, quando si impara una nuova lingua, non si impara soltanto un nuovo modo di parlare, ma inavvertitamente si impara anche un nuovo modo di pensare.

Difficoltà interculturali, difficoltà strutturali

Ogni cultura ha il suo linguaggio, e così ogni cultura ha, in qualche modo, una diversa struttura del cervello e del pensiero. Le incomprensioni tra culture diverse possono allora essere ricondotte a vere e proprie differenze strutturali. Difficoltà oggettive ad accedere al pensiero dell’altro che spesso troviamo anche tra persone della stessa nazionalità e lingua, ma con linguaggi diversi.

LEGGI ANCHE:
FLOW: COS’È L’ESPERIENZA DI FLUSSO E COME CI SI ENTRA

team interculturali

All’interno della stessa lingua, infatti, possono sussistere diversi linguaggi. Pensiamo ad esempio alle differenze di linguaggio, e quindi culturali, tra città e periferie. Nord e sud. Giovani e anziani. Uomini e donne. Imprenditori e dipendenti. Scienze mediche e scienze umane…

Come impatta, dunque, questa eterogeneità in contesti aziendali? Porta vantaggio essere parte o gestire team interculturali?

Differenze linguistiche, team interculturali e innovazione

In uno studio pubblicato su Economic Geography, gli autori hanno concluso che la diversità culturale è un vantaggio per l’innovazione. Hanno studiato i dati di 7.615 aziende partecipanti alla London Annual Business Survey, sondaggio rivolto ai dirigenti che indaga i risultati delle loro aziende. L’analisi ha rivelato che le aziende gestite da team interculturali (culturalmente diversificati) hanno maggiori probabilità di sviluppare prodotti più innovativi rispetto a quelli guidati da una leadership omogenea.

LEGGI ANCHE:
DIVERSITY MANAGEMENT: LA DIVERSITÀ COME OPPORTUNITÀ

team interculturali

La diversità linguistica e culturale, infatti, permette di vedere la stessa cosa (prodotto, servizio, problema, …) da diversi punti di vista. E porta a soluzioni altrimenti inimmaginabili. Diventa perciò essenziale per un’azienda che voglia essere presente e incisiva sul mercato e che in tal senso dovrà selezionare i propri talenti.

Team interculturali: dal recruiting alla gestione

Appurato che la diversità linguista e culturale porta beneficio all’azienda, è comunque necessario considerare la messa in atto di alcuni accorgimenti.

Dopo un processo di alta divergenza nella fase di recruiting, ovvero una differenziazione dei talenti in entrata, è necessario curare una convergenza, in modo che le diversità presenti in azienda possano trovare punti in comune.

È importante che nella loro diversità, le persone possano condividere gli stessi valori.

Dal punto di vista formativo, questa convergenza si attiva tornando di nuovo al linguaggio. Infatti, in contesti aziendali con team interculturali, le risorse umane e i formatori devono curare la creazione di un linguaggio comune, con significato condiviso.

Un linguaggio di valori e obiettivi univoci, a cui ricondursi nelle scelte e nell’operatività.

L’intercultura, come lavoro di formazione di una cultura condivisa e comprensione delle diverse strutture di pensiero, acquista ancora più valore. Divenenta uno strumento che permette di far tesoro di un’infinità di sguardi diversi sulla realtà, inafferrabili dal singolo essere umano e possibili solo da parte di cervelli diversi. Menti che hanno capacità percettive diverse, diversi percorsi di pensiero e diverse parole per esprimerli.

Per scoprire quale sia la STRATEGIA di GESTIONE DEL PERSONALE più adatta al tuo business contattaci: info@lebrainers.it

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *