Strategie di prevenzione: 6 modi per evitare lo stress

strategie di prevenzione

Eccoci qui con un nuovo approfondimento!

Abbiamo esplorato il nostro cervello sotto stress e compreso cosa accade quando siamo invasi dal cortisolo, quali sono i pericoli del rimanere in questo stato e quali sono i comportamenti e le variabili ambientali correlate.

Abbiamo scoperto come il burn out sia la conseguenza di un periodo lungo e mal gestito di stress lavoro-correlato, ma anche come sia possibile prevenirlo, permettendo al nostro cervello di minimizzare gli effetti del cortisolo.

Ma quali strategie di prevenzione possiamo attuare?

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decentramento

Strategie di prevenzione

  1. Tenere a mente i bisogni del cervello
    Di cui abbiamo già parlato qui.
  2. Prendersi cura di sé
    Sembra una banalità, ma abbiamo visto quanto sia facile tralasciare il nostro benessere, metterlo in stand-by, in attesa di tempi migliori, quando avremo più tempo, meno urgenze, più energie…Sappiamo anche però che questo tempo non arriva, se non lo creiamo noi!Creare spazi e tempi personali, in cui i nostri bisogni vengono soddisfatti, permette al nostro cervello di abbassare la produzione di cortisolo e, paradossalmente, di usare meglio il nostro tempo!Essere sempre stanchi, sotto pressione, non ci permette di essere presenti con la giusta energia, e rende tutto più lento e faticoso.Non sentiamoci in colpa quando ci ritagliamo del tempo per noi: non lo stiamo “sottraendo” agli altri, alle incombenze, ecc… ma ci stiamo ricaricando per riuscire ad esserci davvero.
  3. Abbracciare la propria imperfezione
    “Vulnerability is the birthplace of innovation, creativity and change.“ —  Brené Brown

    Vogliamo essere forti, pieni di forza di volontà e fiducia nelle nostre capacità, in grado di raggiungere i nostri obiettivi, meritevoli agli occhi del mondo.Per questo cerchiamo di eliminare e nascondere le nostre paure, le incertezze, la nostra vulnerabilità.Ormai però sappiamo che questo non ci aiuta, anzi! Ci fa sentire sempre più inadeguati di fronte alle aspettative irrealistiche che ci obblighiamo a soddisfare, e questo non fa altro che aumentare i nostri livelli di stress.La nostra vulnerabilità è in realtà la radice della nostra umanità.
  4. Spostare il punto di vista sulla realtà
    Reuven Feuerstein diceva:“il modo con cui una persona guarda al futuro é un fattore determinante per modificare la propria struttura cognitiva.”

    Scegliere l’alternativa ottimistica non significa chiudere gli occhi di fronte alle fatiche, e nemmeno cercare di vedere sempre tutto rosa.Il senso è piuttosto quello di uscire da una visione senza speranza, nella quale ci sentiamo in un angolo, senza vie di uscita, per mettersi alla ricerca di nuove possibilità e punti di vista differenti, per focalizzarci sulle risorse, piuttosto che sui limiti!Questo permette al nostro corpo di abbassare i livelli di cortisolo e lo mette nella condizione fisiologica di poter valutare diversi scenari e soluzioni concrete.
  5. Applicare l’if/then
    “ Si ok, ma non c’è via d’uscita, siamo seri!”
    “ Non ce la farò mai!”
    “ La situazione è troppo imprevedibile, ogni giorno c’è un nuovo problema, un nuovo ostacolo, un nuovo carico!”La strategia dell’ if/then ci permette di organizzare il futuro nella nostra mente, rendendolo il più possibile prevedibile, anche quando non lo è.Dopo esserci presi degli spazi personali di benessere, dopo aver trovato nuovi punti di vista, dopo esserci focalizzati sulle risorse, la nostra corteccia prefrontale è pronta a fare un lavoro di organizzazione e pianificazione.

    Il cuore di questa strategia è la visualizzazione degli scenari possibili.

    Le possibilità non sono infinite e nella nostra testa è molto chiaro quali siano le più stressanti e spaventose per noi. Immaginiamole (anche quando è faticoso) e visualizziamo per ognuna di esse quello che potremmo fare per uscirne.SE accadrà questa cosa, ALLORA farò così.Se non ci avete ancora provato, provateci! Tra le strategie di prevenzione è quella più potente ed esplosiva, che abbassa immediatamente la nostra percezione di essere sopraffatti dagli eventi.
  6. Ritrovare il senso
    L’ultimo passo di questo percorso di prevenzione, ma anche di consapevolezza e benessere, è quello di ritrovare il vero senso del nostro lavoro: quello che ci ha spinto ad intraprendere quel percorso di studi, a cogliere quella possibilità, a continuare ad essere insegnante, nonostante le fatiche, nonostante, gli ostacoli, nonostante il riconoscimento minimo e via dicendo.Solo ritrovando la bellezza in quello che facciamo, possiamo ritrovarne anche la gioia.

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